Risarcimento Danni Malasanità
Numero Verde Risarcimento Danni Malasanità

Ci occupiamo solo di malasanità.

Se vuoi ottenere un equo risarcimento danni
a causa di un errore medico,
ti seguiamo a Pesaro e Urbino e provincia.

Tuteliamo i diritti del malato. Il nostro Studio Legale
è specializzato in responsabilità medica e
della struttura ospedaliera.

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Avv. Bruno Sgromo
Attestati

Difendiamo la gente comune
e veniamo pagati solo a risarcimento avvenuto


Risarcimento Malasanità Pesaro e Urbino – Avvocati Specializzati


Avvocati specializzati in consulenza legale a Pesaro e Urbino

Lo Studio Legale Sgromo si occupa in via esclusiva di casi molto delicati di risarcimento del danno per errore medico. Se anche tu hai subito un danno a causa di un episodio di malasanità a Pesaro e Urbino, ti invitiamo a leggere quanto segue:

Sono l’avvocato Bruno Sgromo e sono specializzato in casi di risarcimento per malasanità. Con un’esperienza ultradecennale, sono tra i pochi professionisti ad occuparsi in via esclusiva di questo ambito legale.

Le competenze e il know how acquisito nel corso di tanti anni di lavoro in questo specifico settore, mi hanno spinto ad organizzare la mia attività su tutto il territorio nazionale. Grazie ad una fitta ed efficiente rete di rapporti, infatti, lo Studio Legale Sgromo può raggiungere qualsiasi luogo, assicurando assistenza e tutela per ogni cittadino, e il tutto avviene a nostre spese.

Tramite i cinque punti che seguono, mi rivolgo a tutti coloro che devono convivere con un’importante invalidità riconosciuta o che devono sopportare il dolore per la perdita di un proprio caro, a causa di gravi errori medici:

  1. Fiducia nella relazione:

    È di primaria e fondamentale importanza per me creare un rapporto di fiducia con il cliente: non mi permetto mai di fare promesse impossibili da mantenere, ma mi presento mostrando i risultati ottenuti dal mio Studio Legale ed i successi conseguiti in anni di attività. A mio avviso, è essenziale affidarsi ad un avvocato esperto in casi di risarcimento per malasanità così delicati ed importanti. In questo modo, i miei clienti possono operare una scelta consapevole, consci del mio modus operandi.
  2. Ottenere giustizia:

    È questo l’obiettivo primario che spinge i miei assistiti ad agire. Due sono le azioni legali che si possono utilizzare per raggiungere questo risultato: l’azione civile e l’azione penale. Il mio consiglio è quello di agire legalmente con l’azione civile, più sicura e più efficace.
  3. Il Patto Sgromo:

    ossia un vero e proprio contratto che condiziona, in termini percentuali, i compensi dell’avvocato e dei medici che lavorano per la buona riuscita del caso al valore della causa (così come sancito dal nuovo codice deontologico forense), dopo aver verificato la fondatezza della causa. Garanzia questa che consente al cliente di non rischiare nulla nella denegata ipotesi che il caso dovesse terminare senza che venga accertata la responsabilità medica o della struttura ospedaliera..
  4. Collaborazione con i medici:

    Fondamentale, per puntare al successo, è la collaborazione tra avvocato ed esperti consulenti medici: solo grazie al loro lavoro è possibile analizzare sotto più punti di vista il caso, senza tralasciare alcun particolare. È un passaggio fondamentale per puntare ad ottenere un adeguato risarcimento e per evitare di incorrere in inutili azioni legali.

    Ogni cliente è ricevuto alla presenza di esperti medici legali o specialisti (che si differenziano a seconda dello specifico caso in esame, ad es. un ginecologo per i casi di ginecologia) messi a disposizione dal nostro stesso studio, professionisti che si sono distinti per aver seguito con successo numerosi casi di risarcimento per errore medico. Inoltre, il cliente può direttamente conoscere il medico specialista che redigerà, ove riscontrata l’effettiva responsabilità della struttura e/o del medico, l’apposita perizia. I consulenti si occupano anche della quantificazione del danno e dell’assistenza agli avvocati durante tutto l’iter. Il tutto, ancora una volta, a spese dello Studio Sgromo.
  5. Prescrizione:

    È importante ricordare che il termine ultimo per agire legalmente per ottenere il risarcimento del danno è di 10 anni dal momento in cui si è verificato l’evento.
Malasanità Pesaro e Urbino

Anche a Pesaro e Urbino si verificano casi di malasanità

L’attività sanitaria di Pesaro e Urbino viene erogata nelle seguenti strutture ospedaliere:

  1. Azienda ospedaliera San Salvatore di Pesaro
  2. Ospedale di Cagli 
  3. Ospedale di Fossombrone
  4. Ospedale di Sassocorvaro 
  5. Ospedale di Fano
  6. Ospedale di Pergola
  7. Ospedale di Urbino 
Premio miglior studio dell’anno in responsabilità medica 2017
Le Fonti Awards
Premio miglior studio dell’anno in responsabilità medica 2016
Le Fonti Awards
Tiberio Timperi intervista
l’avvocato Bruno Sgromo
Rai Uno – La vita in Diretta
Marco Liorni intervista l’avvocato Bruno Sgromo
Rai Uno – Tempo e Denaro
Elisa Isoardi intervista l’avvocato Bruno Sgromo
Rai Uno – Storie Italiane
L’avvocato Bruno Sgromo e il caso Costa
Rai Uno – Storie Italiane
L’avvocato Bruno Sgromo e il caso Lepore
Rai 1 - Storie Italiane
L’avvocato Bruno Sgromo e il caso Buglione
Rete 4 – Dalla vostra parte
L’avvocato Bruno Sgromo e il caso Massini
Presentazione Studio Sgromo
Avvocati Malasanità

Qui di seguito, alcuni esempi di casi di malasanità accaduti a Pesaro e Urbino.

Presunto caso di malasanità in Ortopedia.

Malasanità Pesaro e Urbino

Le fanno una radiografia alla spalla sana e non si accorgono che l’altra era rotta, l’odissea di una donna.

https://www.ilrestodelcarlino.it/fano/cronaca/malasanità-lastra-spalla-sana-1.2917478

Ecco alcuni casi di malasanità risolti con successo

Caso Polito

Trattasi del decesso di una giovane paziente, all’epoca dei fatti di anni 37, sottoposta nel 2010 ad intervento di asportazione di voluminoso neurinoma dell’angolo ponto-cerebellare, presso il PTV.

In data 23 settembre 2013, la paziente veniva dichiarata in stato di morte cerebrale.

Successivamente al decesso, gli eredi della sig.ra S.B., ai fini di un bonario componimento della vicenda esperivano, contro la F. PTV, ricorso per accertamento tecnico preventivo, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 696 bis c.p.c., al fine di accertare la responsabilità dei sanitari nell’exitus.

La consulenza resa in sede di ATP, redatta dai consulenti nominati dal Giudice, rilevava come la condotta dei sanitari fosse stata inadeguata ed individuava il nesso causale tra tale condotta e l’exitus occorso alla sig.ra S.B..

I Sanitari, erravano, per non avere seguito l’asportazione totale del neurinoma e per non aver isolato la P., tanto da generare continue complicazioni settiche, determinandone il decesso.

Individuata la responsabilità civile dei sanitari del PTV e depositata la relazione in sede di ATP ex art 696 bis cpc, stante la mancata volontà conciliativa della struttura, veniva notificato ed iscritto, nell’interesse degli eredi della sig.ra S.B., atto di citazione.

Intervenuta la Compagnia assicuratrice della Struttura, in conseguenza di quanto individuato in sede di ATP, la controversia si è definita con il pagamento di euro 900.000,00.

Caso Caiazzo

Gravidanza caratterizzata da placenta previa centrale, emorragie frequenti,necessità di partorire in una struttura ospedaliera che possa intervenire tempestivamente al fine di tutelare la salute della madre e del bambino.

Mancata diagnosi di placenta previa centrale, feto nato con diagnosi di tetra paresi spastica dovuta alla prolungata ipossia cerebrale causata dal distacco di placenta e rottura d'utero, invalidità del 100%. Nonostante il feto sia nato a 28 settimane quindi fortemente prematuro è stata comunque riconosciuta la responsabilità dei medici nella causazione del danno per il 50%.

"Grazie alle competenze del medico ginecologo di nostra fiducia, del nostro medico legale ed all’impegno degli avvocati dello Studio Legale Sgromo siamo riusciti ad ottenere un risarcimento di 1.350.000€"

Caso Nappi

R. N., 19 anni, a causa di forti e persistenti cefalee, effettuava due accessi presso il P.S. di Ci. Ca. ed il PS. Dell’O. San P., ove con diagnosi di sinusite, veniva prescritto ulteriore terapia. Poiché il mal di testa aumentava sempre più, R. veniva ricoverato in emergenza presso il P.S. dell’O. San P., con diagnosi di meningo-encefalite e poi trasferito presso l’O. Sp., ma non venivano richiesti accertamenti urgenti. Dopo pochi giorni R. decedeva, con diagnosi di “meningo-encefalite (ndd). Insufficienza respiratoria acuta-coma- trombosi venosa dei seni intracranici (sn)-infarto cerebrale sin-morte encefalica”.

Al fine di accertare la responsabilità delle Strutture i genitori proponevano ricorso per A.T.P.. 
“Il processo sinusitico acuto è stato trattato con superficialità e leggerezza sin dall’inizio”, sono state negate al paziente chance di sopravvivenza.” così si pronunciavano i CC.TT.UU. nel proprio elaborato peritale, riscontrando la responsabilità di entrambe le Strutture, per non aver considerato la sintomatologia, avere errato nella diagnosi di meningite (in luogo di quella corretta di trombosi dei seni), non aver eseguito le dovute indagini diagnostiche e la terapia adeguata

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